
- Martedì 22 dicembre - Ore 12.00 Sit-in davanti alla Camera dei Deputati
Noi giovani figli di immigrati e giovani italiani dichiariamo la nostra profonda delusione e denunciamo l'ennesima frenata e passo indietro rispetto al percorso di riforma della Legge sulla cittadinanza con la proposta di Legge Bertolini, che a dir poco è deludente e provocatoria che guarda al passato e chiude gli occhi verso il presente e il futuro.
Noi giovani figli di immigrati e giovani italiani chiediamo con determinazione al Presidente della Repubblica, al Presidente della Camera, al Presidente del Senato otre che a tutti i partiti politici italiani di mettere al centro dell'agenda politica il tema urgente e importante di una nuova legge per la riforma della cittadinanza. Un aspetto che riguarda ormai centinaia di migliaia di bambini e ragazzi nati o cresciuti sul suolo italiano, impegnati nella scuola italiana e privati del loro diritto di dirsi italiani a pieno titolo.
Noi giovani figli di immigrati e giovani italiani ribadiamo l'urgenza di riprendere il percorso positivo di riforma che ha visto l'impegno di numerosi parlamentari di varie e diverse parti politiche e la proposizione di numerose proposte di riforma della Legge sulla cittadinanza. Una Legge che per sua natura e finalità deve avere il più ampio consenso possibile, perché il tema della cittadinanza, in particolare per le nuove generazioni, è un tema cruciale per il futuro di tutta la società italiana.
Promotori: Anolf - Giovani di 2° generazione, Giovani Democratici, Giovani Musulmani d'Italia, Rete Togheter (Emilia Romagna), Associazione Nuovi Profili (Genova), Turin World People.
Per adesioni: campagna.cittadinanza@gmail.com - 339/4180912
Ho scoperto questo blog "con interesse". Si capisce, certo, l'emozione che suscita la verosimile discriminazione degli immigrati della seconda generazione in Italia.
Ma c'è una cosa che ê sempre dimenticata nel mondo politico italiano è l'emigrazione di milioni d'Italia al ventesimo secolo, soprattutto per i figli nati italiani all'estero. Il più bel paese del monde che non ha lezioni di civiltà da ricevere da nessuno è stato caratterizzato da une forte emigrazione: piû di Italiani all'estero che nelle sue terre.
Cosa fa lo stato italiano se un'Italiano della seconda generazione, diplomato e competente, vorrebbe venire in Italia, non per domandare l'elemosina ma per lavorare, viverci?
Ho scoperto questo blog "con interesse". Si capisce, certo, l'emozione che suscita la verosimile discriminazione degli immigrati della seconda generazione in Italia.
Ma c'è una cosa che ê sempre dimenticata nel mondo politico italiano è l'emigrazione di milioni d'Italia al ventesimo secolo, soprattutto per i figli nati italiani all'estero. Il più bel paese del monde che non ha lezioni di civiltà da ricevere da nessuno è stato caratterizzato da une forte emigrazione: piû di Italiani all'estero che nelle sue terre.
Cosa fa lo stato italiano se un'Italiano della seconda generazione, diplomato e competente, vorrebbe venire in Italia, non per domandare l'elemosina ma per lavorare, viverci?
Ricordate per favore che fra chi nasce ora da migranti sans papier (terza generazione?)potrebbero esserci apolidi creati dalla legge 94/2009, art. 1, comma 22, lettera g, e che la circolare 'correttiva' del ministero dell'interno (n. 19, 7 agosto)non è una garanzia sufficiente per assicurare la registrazione anagrafica che in un paese civile sarebbe loro dovuta senza problemi.
In relazione a questa violazione precisa di un diritto fondamentale del nascituro potrebbero esserci persone e coppie di seconda generazione private dei loro diritti di genitori o almeno minacciate nel loro godimento.